UN1CO MILANO

Frullatori da accendere come lampade, copertoni che diventano divani, cestelli della lavatrice da usare come pouff… UN1CO dedica al suo pubblico pezzi di design nati nelle discariche, negli autodemolitori, nelle cantine, che nelle mani di giovani artisti diventano creazioni sostenibili, uniche e introvabili.

I lampadari-bijoux di Sussi e Biribissi, scovati dai robivecchi, ristrutturati nelle loro parti elettriche e tempestati di pietre semi preziose dai colori sorprendenti. O le lampade di Un1co , che le assembla partendo da frullatori, telefoni, moke, vecchi servizi da colazione, phon e ferri da stiro. O ancora le lampade ottenute da vecchi rocchetti da tessitura .  E poi i tavolini e i pouff ricavati dai cestelli delle lavatrici e gli attaccapanni nati da pezzi del calciobalilla  o il divano nato da copertoni di camion . E ancora le sedute da cucina fatte con bidoni del latte. E le ceste realizzate con cinture di sicurezza recuperate dagli autodemolitori e intrecciate ad arte di 959. E i vasi fatti con cartoni pressati  o con contenitori metallizzati di detersivi di . E gli specchi: ci sono quelli fatti con metri di falegname di e quelli nati dalle cassette di frutta .

Lo stesso concept temporary store è arredato dal suo ideatore sia con pezzi selezionati sia con oggetti salvati dalla discarica: il tema del riciclo è infatti fondamentale anche per l’allestimento, costituito da complementi di recupero che vengono restaurati, reinterpretati, trasformati per essere acquistati e iniziare una nuova vita. Tutto qui è in vendita: il bancone della cassa, l’impianto di illuminazione, le sedie…

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