Quali permessi sono necessari per realizzare una casa prefabbricata

La costruzione di una casa prefabbricata è caratterizzata da numerosi aspetti positivi, dal momento che una struttura di questo tipo permette di beneficiare di una progettazione più rapida e di tenere i costi sotto controllo. Stiamo parlando, infatti, di una soluzione che può essere personalizzata, che ha il pregio di durare a lungo nel tempo e che può essere pronta già dopo poche settimane dall’avvio del cantiere. Per la realizzazione di una casa prefabbricata, le procedure burocratiche da seguire e i permessi da richiedere sono uguali a quelli necessari per un edificio abitativo tradizionale. Ne parliamo con ABC Costruzioni esperti di case prefabbricate in Friuli.

Che cosa serve per costruire

Prima di tutto è necessario poter disporre di un terreno edificabile; per poter avviare al cantiere, inoltre, è necessario rivolgersi al comune di pertinenza per presentare tutti i documenti del caso. Ci sono alcune eccezioni ma sono relative unicamente a strutture occasionali e temporanee, che non hanno fondamenta e che nella maggior parte dei casi hanno finalità ricettive e turistiche. Non rispettare la legge vuol dire commettere un reato – quello di costruzione edilizia abusiva – e andare incontro a una multa pesante: ovviamente in caso di controlli la struttura è destinata a essere abbattuta.

Le caratteristiche di una casa prefabbricata

Non si deve commettere lo sbaglio di pensare che una casa prefabbricata possa essere assimilata a una roulotte o comunque a una casa su ruote. Al contrario, è in tutto e per tutto un edificio, vale a dire una struttura inamovibile e permanente. Non a caso, per costruirla c’è bisogno di effettuare degli scavi, servono gli allacci alla fognatura e alle utenze pubbliche e occorrono delle fondazioni in cemento armato. È questo il motivo per il quale si può costruire una casa prefabbricata unicamente su un terreno edificabile; serve, inoltre, un progetto preliminare che deve essere redatto da un ingegnere, da un architetto o da un geometra, purché si tratti di un professionista iscritto a un albo.

Dove non si può costruire una casa prefabbricata

La legge proibisce di costruire una casa prefabbricata in aree protette o forestali, in aree agricole o in zone che sono soggette a elevato rischio idrogeologico o che sono poste sotto vincolo di tutela paesaggistica. Al contrario, è consigliabile il ricorso alle abitazioni prefabbricate in zone sismiche in virtù delle loro caratteristiche intrinseche. In ogni caso, per l’edificazione è necessario che il comune di riferimento fornisca il permesso di costruire, proprio come avviene per una normale abitazione in muratura.

L’iter da seguire

Il permesso di costruire è indispensabile proprio perché, come si è detto, una casa prefabbricata è un immobile non temporaneo e inamovibile; è un tipo di abitazione in cui si vive in maniera stabile, come avverrebbe in ogni altro tipo di edificio a destinazione residenziale. L’iter che deve essere rispettato non dipende né dal materiale che viene adoperato per la costruzione né dalle dimensioni dell’immobile. Nel caso in cui non si presenti la richiesta in base a quanto previsto dalla normativa e si costruisca comunque, ci si rende protagonisti di un abuso edilizio che comporta una multa fino a 20mila euro e soprattutto l’ingiunzione di abbattimento.

Dopo avere ottenuto il permesso

Una volta che il permesso di costruire è stato concesso, è necessario fare riferimento al Genio Civile per il deposito del progetto. L’iter successivo prevede di presentare una relazione geologica relativa al terreno e una relazione riguardante i piani generali, di sicurezza e operativi del cantiere. Infine, non rimane altro da fare che comunicare al comune il nome del direttore dei lavori, la data prevista per l’apertura del cantiere e quella prevista per la chiusura.