Parliamo di QUBY!

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QUBY è una E sbilenca.
Ma potrebbe essere una U, una N, una B o una G… tutte ciccione e un po’ alticce.
QUBY è una C e una Q che non si pronunciano allo stesso modo.
QUBY è un segno asimmetrico, divertente, non banale.
QUBY si moltiplica e compone interi alfabeti in linguaggi sempre diversi.
QUBY non è un progetto di lettering, è una libreria modulare, un contenitore, una parete divisoria, un comodino, uno sgabello e un tavolino, una colonna porta tutto, un oggetto divertente.
QUBY è coloratissimo e allegro.
QUBY monocromo è seriosetto, allora tende a darsi un po’ di arie per quell’eleganza raffinata che sembra ce l’abbia solo lui… ma sa farsi perdonare.
QUBY si trova bene dappertutto e in ogni stanza della casa sa come rendersi utile.

QUBY rispetto alle librerie tradizionali ha quell’aletta in più che sembra fare l’occhiolino e, facendolo, perde un po’ l’equilibrio come fosse ubriachino.
QUBY è fatto per i libri, quelli grandi e grossi e quelli piccoli, per i CD, per la collezione di sassi e di cartoline, per i profumi, le creme e tutti gli accessori del bagno… per la lampada, il vaso, la bottiglia colorata e le cornici con le fotografie.
QUBY quando lo giri cambia e fa un’altra cosa.
QUBY è un segno magico, è grafica essenziale, è una texture virale che minaccia di invadere ogni spazio come gli omini di Haring.

QUBY non pone mai problemi, QUBY li risolve.
QUBY è realizzato in polietilene stampato in rotazionale, è leggero e non si rompe facilmente.
QUBY è un progetto del designer inglese Stefan Bench.
In B–LINE quando abbiamo visto QUBY ci siamo detti…
Mah! È una E sbilenca! Poi abbiamo immaginato un sacco di altre cose.