L’ARTERITIVO chiude il 2012 alla grande: in esposizione le opere originali di Lelia Andreoli, Bruno Fermariello, Vittorio Papa, Daniela Pergreffi e Daniele Righi Ricco

L’ARTERITIVO di Francesca Maione, chiude il 2012 con un’eccezionale mostra collettiva che vede in esposizione le opere originali di Lelia Andreoli, Bruno Fermariello, Vittorio Papa, Daniela Pergreffi e Daniele Righi Ricco e una selezione di opere grafiche di artisti contemporanei. L’attesa mostra, si terrà negli spazi dello studio di architettura Eidostudio di Napoli. La collettiva che resterà in esposizione al pubblico fino al 11 gennaio 2013 è curata dall’architetto Francesca Maione e dalla responsabile di Gio Gallery, Giovanna Ciccolella figura nota al pubblico partenopeo per aver curato per quasi 30 anni la galleria napoletana Arethusa.

L’Arteritivo, apprezzato aperitivo d’arte che si svolge nel cuore di Chiaia, per l’occasione sarà accompagnato dalle note di Paolo Sessa degli Starfunky e allietato dal vino delle cantine flegree il IV Miglio per una serata di inaugurazione mirata ad esaltare le opere ancor più della loro bellezza, di Lelia Andreoli, Bruno Fermariello, Vittorio Papa, Daniela Pergreffi e Daniele Righi Ricco. Per l’occasione, inoltre, saranno esposte le opere grafiche di: Francesco Campanoni, Tonino Guerra, Tino Stefanoni, Enzo Esposito, Tommaso Cascella e Walter Valentini.

L’appuntamento è per:

venerdì 14 dicembre 2012 a venerdì 4 gennaio 2013

[14 dicembre 2012 | vernissage _ H 19.00 / 21.00]

 

L’ARTERITIVO di FRANCESCA MAIONE 

EIDOSTUDIO architetturaeforme

via ferrigni 20 | napoli | www.francescamaione.com


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Lelia Andreoli
Napoletana, vive e lavora ad Amsterdam. Lelia Andreoli ha partecipato alla vita artistica prima della sua città natale e poi della capitale europea che ha scelto come sua città di elezione. Come molti artisti della sua generazione ha cambiato il suo stile e nelle sue immagini usa tutti gli stimoli e le tendenze di una vita. Ma è sempre stata fedele alla volontà di esprimere attraverso i quadri su tela, le carte all’acquarello o altre forme, il proprio essere e la propria necessità di comunicare emozioni e suggestioni”.

Bruno Fermariello
Bruno Fermariello è un uomo di cultura nel senso pieno del termine: è interessato a quel che succede nella sua città, Napoli, e nel mondo e prende posizione. Non sopporta limitazioni artificiose: non si accontenta della pittura, dove eccelle, ma si dedica a studi di arte, indagando enigmi artistici come quelli che riguardano Caravaggio, Picasso ed altri. Spaziare attraverso campi e discipline diverse secondo lui rafforza la sua vena pittorica e gli conferisce consistenza e spessore”.

Vittorio Papa
Dobbiamo tutti fare i conti con la velocità, e quindi superficialità, con cui facciamo le nostre mille cose: dal parlare al pensare, dal camminare all’osservare…Vittorio Papa ci insegna ad essere più analitici e riflessivi! Tutto questo si riflette nel suo modo di dipingere che pur essendo sempre uguale a se stesso, si rinnova infinitamente a seconda dei suoi umori, dei suoi incontri o di quello che gli succede nella sua vita piena di interessi e persone”.

Daniela Pergreffi
Illustratrice del Corriere del Mezzogiorno, oltre che di libri per bambini e per adulti, Daniela Pergreffi, si divide tra l’amore per le opere uniche, siano esse all’acquarello o in acrilico, e per le incisioni che lei esegue personalmente sul suo torchio a mano. Della sua arte lei stessa dice di non riuscire a “prescindere dalla figura umana” anche se essa spesso è vista senza orpelli ma nella sua essenza. Le sue figure sia che siano stese sul Vesuvio o immerse in un mare pieno di pesci, o sedute ed alate, sono sempre riconoscibili come una umanità intenta a guardarsi dentro senza pregiudizi o menzogne, ma riconoscendosi nei propri valori”.

Daniele Righi Ricco
Abbiamo conosciuto Daniele Ricco alcuni  anni fa a Milano. Lui era molto contento che mostrassimo alcune sue opere a Napoli,  perché gli sembrava di recuperare le sue origini, o come dice lui “la prima luce che ho visto”. E’ stato così che ha cominciato a dipingere Napoli, la città che  gli ha dato i natali. Con la sua tecnica particolarissima e in continua evoluzione, che per la sua energia e il tessuto pittorico che egli costruisce potrebbe ricordare Pollock, egli disegna una Napoli vitale, esplosiva, dinamica, indomita. Niente oleografia né sentimentalismo”.

 




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