L’arredo urbano si fa smart

Scrivere di arredo urbano tecnologicamente avanzato fa un po’ ridere in un paese come il nostro, dove ancora in troppa parte del territorio regna l’incuria e il degrado. Numerosi centri urbani italiani debbono ancora aderire all’abc dell’arredo urbano, che prevede una dotazione minima di cestini per i rifiuti, panchine, rastrelliere per biciclette, dissuasori stradali, eccetera (per una carellata dei vari articoli, vedi qui il sito di Bellitalia, una delle aziende più affermate del settore). Oltre che dai succitati oggetti funzionali, la vivibilità di un centro viene determinata anche dalla piacevolezza estetica, che può essere aiutata dalla posa di fioriere lungo le vie e nelle piazze (guarda l’intero catalogo di fioriere in cemento).

Ora siamo all’arredo urbano 2.0, cioè a un salto di qualità dato dal potenziamento delle funzioni di oggetti che finora erano semplici, come, ad esempio, i lampioni stradali.

È finalmente arrivato il momento in cui il risparmio energetico non è più visto come l’ossessione di sparuti gruppetti di ambientalisti, ma fa parte dei criteri sulla base dei quali un’amministrazione comunale stila progetti ed effettua acquisti.

I nuovi lampioni stradali sono delle centraline multitasking che non solo variano l’illuminazione stradale a seconda delle esigenze (quantità di luce solare, presenza di pedoni o automobili), ma anche fungono da stazioni di rilievo meteorologico, punti di videosorveglianza, hotspot wifi, rifornimento di corrente per biciclette elettriche. Inoltre, ogni guasto viene immediatamente comunicato alla centrale, con un taglio anche ai costi di monitoraggio e manutenzione. Il Comune di Prato, che ha ospitato una delle ultime installazioni di lampioni intelligenti, dopo aver risparmiato circa il 35% delle spese di manutenzione, calcola che, estendendo il nuovo tipo di illuminazione a tutta la città, potrebbe arrivare ad un 60% fra risparmio energetico e servizi aggiuntivi.

 

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