Inchiesta “Una poltrona per due”

Natuzzi

La situazione dell’economia reale del nostro Paese ormai emerge nella sua drammaticità con tutta evidenza insieme al complesso di mali strutturali che ormai affliggono da tempo il nostro sistema economico, che ha visto dissolversi la grande industria e schiacciare la piccola e media. In particolare, la PMI arranca sotto i colpi della mancanza di credito derivante dall’attuale momento finanziario e di crisi e per l’agguerrita concorrenza dei flussi migratori di manovalanza a basso costo provenienti in particolar modo dalla Cina.

Ed è proprio su questi aspetti che si basa la denuncia, rafforzata anche dall’inchiesta effettuata dal programma RAI, Report, di Pasquale Natuzzi, fondatore del Gruppo Natuzzi (azienda quotata alla borsa di New York, leader nel settore del mobile imbottito) che affronta il problema evidenziatosi nel corso dell’ultimo quinquennio ed in particolare nell’area produttiva di Forlì, dove le produzioni di qualità che erano possibili grazie alla forte specializzazione artigiana, si vedono oggi messe in grave pericolo per l’imponente concorrenza delle manovalanze produttive provenienti dalla Cina. Braccia che offrono il loro lavoro a costi bassissimi e che per lo più sono oggetto di sfruttamento da parte degli stessi connazionali che approfittano dello “status” di “immigrato clandestino”. Un doppio sfruttamento, un commercio di forza lavoro sottopagata e da sfruttare fino all’osso che, purtroppo frena il sistema produttivo nazionale e arricchisce solo pochi. Attività che pongono il sistema in un contesto di concorrenza a dir poco sleale, che genera un contesto dove le piccole e medieimprese ed in particolare quelle fortemente radicate al territorio come le artigiane, sono costrette a dismettere le attività per mancanza di competitivià sia economica che produttiva. Capaci di assicurare elevati standard di qualità, ma nettamente incapaci di sostenere un costo del lavoro fortemente al ribasso come quello offerto dalle maestranze immigrate che, sfruttate fino all’impossibile, si vedono costrette a lavorare ammassate in laboratori e capannoni che il più delle volte riescono anche a sfuggire a i controlli delle istituzioni.

Una denuncia dunque, questa di Pasquale Natuzzi che porta in evidenza e vuole rendere visibile il più possibile, i mali che ormai affliggono l’economia nazionale ed in particolare quella manifatturiera del settore mobiliero ed in particolare dei mobili imbottiti. Un problema che se non arginato sarà capace di attaccare ogni altro settore produttivo provocando l’esclusione dal mercato di tutti coloro, imprenditorii e aziende  che, non potranno sostenere questa marea di lavoro sommersa.

La battaglia di Natuzzi contro il “meid in Itali” e a favore del “made in Italy” autentico, contro la finta pelle impropriamente definita “ecopelle”, i terzisti oscuri e a favore degli italiani che rispettano il lavoro le leggi e le persone, è volta a sottolineare e risolvere un problema che impatta negativamente sia sulla società che sull’economia del nostro paese.
Il video dell‘inchiesta portata avanti da Report la si può visionare ai seguenti link:

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