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Il mondo visto attraverso l’obbiettivo di sei giovani fotografe di Fabrica, in mostra nella città scaligera.
Fabrica, il laboratorio creativo di Benetton, e la galleria Studio La Città presentano, con il patrocinio del Comune di Verona, 6x6 Women, una serie di sei mostre fotografiche che si avvicenderanno negli spazi della galleria, dal 21 novembre 2009 alla fine di gennaio 2010.
La collaborazione nasce con l’intento di gettare uno sguardo sul mondo che ci circonda, dando spazio ai lavori realizzati da alcune giovani fotografe che sono state o sono attualmente residenti presso Fabrica.
Quello che ne risulta è una rappresentazione della realtà che si sofferma su alcuni aspetti normalmente in ombra del mondo intorno a noi. Con l’approccio caratteristico di Fabrica, questa mostra dà quindi espressione al resto del mondo, e ci avvicina empaticamente a quell’umanità nascosta che non sta sotto i riflettori, ma ha molto da raccontare.
La spagnola Laia Abril ha fotografato una coppia di lesbiche di New York; l’inglese Liz Hungley è andata a Birmingham, città multietnica e multiculturale, per investigare la convivenza tra gruppi etnici e religiosi diversi; l’americana Kitra Cahana ha esplorato la condizione femminile in alcuni ambienti ebrei ultra-ortodossi, nel villaggio ucraino di Uman; la canadese Jennifer Osborne ha seguito due ex-detenute brasiliane rilasciate dal carcere di Rio de Janeiro, cogliendo i primi momenti di smarrimento provati nel rituffarsi nella vita “libera”; l’inglese Leonie Purchas ha indagato i due stili di vita della famiglia Villamil, divisa geograficamente tra Stati Uniti e Cuba, ma unita dalle tradizioni delle comuni origini; infine Olivia Arthur ha esplorato la condizione sospesa tra culture diverse, immortalando giovani donne che vivono tra Europa e Medio Oriente.
Fabrica è il centro di ricerca sulla comunicazione finanziato dal Gruppo Benetton. Ha sede a Treviso ed e nato nel 1994 con l’obbiettivo di coniugare cultura ed industria. Fabrica invita giovani artisti/designer da tutto il mondo, offrendo loro una borsa di studio annuale e mettendo a loro disposizione un’occasione di formazione e un patrimonio di risorse e relazioni per sviluppare, sotto la guida di esperti, progetti di comunicazione culturale e sociale nelle aree del design, comunicazione visiva, fotografia, interaction, video, musica, editoria.
Studio la Città ha aperto nel 1969 a Verona. Ha iniziato la sua attività con le mostre di artisti come Lucio Fontana, Piero Dorazio, Mario Schifano, Gianni Colombo. Dalla fine degli anni ’80, dopo la transavanguardia, la galleria si è concentrata su quegli artisti interessati al minimalismo cromatico in linea con la ricerca silenziosa e intima che ha caratterizzato le scelte della galleria negli ultimi tempi. Gabriele Basilico, Alberto Garutti, Pierpaolo Calzolari, Ettore Spalletti e Giulio Paolini sono tra i classici contemporanei della galleria esposti negli ultimi anni. Tra le altre, Studio la Città ha recentemente proposto nel suo nuovo spazio espositivo opere di Victor Alimpiev, Jacob Hashimoto, Arthur Duff, Hiroyuki Masuyama, Hema Upadhyay: artisti che apparentemente utilizzano forme espressive distinte ma in realtà tutti egualmente concentrati sulla ricerca per nuove, inaspettate elaborazioni espressive.
6x6 Women - Presentazione al pubblico venerdì 20 novembre 2009, 12.00 Comune di Verona Palazzo Barbieri, Sala degli Arazzi Piazza Bra, 1 - 37121 Verona
6x6 Women – La rassegna fotografica Studio La Città Lungadige Galtarossa 21 37133 Verona
Laia Abril – Femme Love 21 novembre 2009
Liz Hingley – Under Gods, stories from Soho Road 28 novembre 2009
Kitra Cahana – Pilgrimage to Uman 12 dicembre 2009
Jennifer Osborne – Here you are, a wilted flore 22 dicembre 2009
Leonie Purchas – Divided lives 8 gennaio 2010
Olivia Arthur – The middle distance 15 gennaio 2010
6X6 WOMEN Appunti dalla mostra
Laia Abril – Femme Love Questa è la storia di Mox and Jenny, una coppia innamorata, che cerca di andare per la propria strada, scavalcando tabù e stereotipi, lontano dal pregiudizio e la bigotteria. Lo sfondo della vicenda di queste due giovani donne è il quartiere di Brooklyn, nella città di New York.
Liz Hingley – Under Gods, stories from the Soho Road A Birmingham convivono quasi 90 diverse nazionalità, e solo sulla Soho Road più di trenta edifici sono adibiti a luogo di culto per diverse espressioni religiose o gruppi etnici. In questa via è infatti la religione, più che la razza, a definire le comunità locali. Questo reportage vuole mostrare come, anche nell’angusto spazio geografico di una strada, possano vivere fianco a fianco stili di vita completamente diversi.
Kitra Cahana – Pilgrimage to Uman Questo reportage è il frutto di un viaggio a Uman, cittadina nel cuore dell’Ucraina, dove da secoli vive un’importante comunità ebraica. Le immagini narrano con una qualità espressiva toccante e poetica il sopravvivere fiero di antiche tradizioni ortodosse, che talvolta costringono le donne a una condizione di segregazione.
Jennifer Osborne – Here you are, a wilted flore Due giovani donne sono appena state rilasciate dalla prigione di Bangu, a Rio de Janeiro. Barbara, condannata per aver rapito un turista, ha lasciato in carcere la sua amante e cerca di riallacciare i rapporti con una ex in stato di semi-libertà. Maria cerca di superare la solitudine che prova e di intrecciare nuovamente un rapporto con i suoi quattro figli, da cui è stata distante per tre anni.
Leonie Purchas – Divided Lives Felipe Villamil è un sacerdote della Santeria, un credo religioso nato dall’intreccio di credenze cristiane e africane Youruba, che negli anni Ottanta ha dovuto lasciare Cuba, il suo paese d’origine, per raggiungere gli Stati Uniti. Felipe è ora il trait d’union tra vite divise: la prima famiglia, rimasta a Cuba, e la seconda, che Felipe si è formato negli Stati Uniti. A tenere unite le due famiglie sono le tradizioni delle comuni origini.
Olivia Arthur – The middle distance Lungo il confine tra Europa e Asia si trova un luogo in cui le tradizioni dell’Est incontrano l’influenza dell’Ovest; sospeso in maniera ambigua nel mezzo, né da una parte né dall’altra: la distanza di mezzo. Queste immagini raccontano dell’incontro tra culture diverse, per spiegare cosa significa davvero emancipazione femminile.
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Fonte: Ufficio stampa F A B R I C A - STUDIO LA CITTA’
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